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Parete colonizzata da Gerardia savaglia, "falso corallo nero", Punta S. Angelo, Ischia, profondità 38 m (foto di Bruno Iacono).
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Carta del Golfo di Napoli redatta dal geografo Antonio Rizzi Zannoni nel 1793 per conto della Segreteria di Stato Borbonica. Questa base cartografica, in seguito modificata, servì da supporto agli scandagli eseguiti a mare già dall'inizio dell'800 (Biblioteca dell'Istituto Idrografico della Marina, Genova).
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Fondo di sabbie vulcanoclastiche a ripples con macchia di Posidonia oceanica. Notare la matte alla base della fenerogama. Ventotene, profondità 9 m (foto di Francesco Ritossa).
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Ambiente "pre-coralligeno" a dominanza di Spugne e Gorgoniacee, profondità 15 m, Secca delle Formiche di Vivara (foto di Guido Villani).
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Eunicella cavolinii in parete, Formiche di Vivara, profondità 16 m (foto di Guido Villani).
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Ambiente coralligeno: parete colonizzata da Parazoanthus, Punta Pizzaco, Procida, profondità 30 m (foto di Guido Villani).
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Biocostruzione costituita in massima parte da gusci di organismi a scheletro calcareo, isolotto di Vetara (Penisola sorrentina), profondità 35 m circa (foto di Guido Villani).
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Fondo a pralines denominato dai pescatori locali "margiotte", profondità 50 m, Capri (foto di Guido Villani).
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Matte alla base di prateria viva di Posidonia, da notare lo spessore considerevole. S. Maria di Castellabate (Sa), profondità 14 m (foto di Guido Villani).